Descrizione
Il nuraghe è di tipo complesso e presenta una pianta quadrilobata. della torre centrale ha un'altezza residua di 12-13 m di altezza. Insieme al circostante agglomerato di capanne, l'area archeologica ha una superficie si circa 2,5 ettari.
Nell'articolazione edilizia delle strutture del nuraghe Nolza sono leggibili diverse fasi strutturali, la torre centrale, due delle quattro torri perimetrali e le cortine murarie orientale e settentrionale, costruite utilizzando blocchi di scisto disposti in assetto sub-flilarico. Le altre due torri e le relative cortine esposte nei quadranti meridionali sono state innalzate adoperando blocchi di porfido disposti in tecnica poligonale.
Le indagini archeologiche nel sito sono iniziate nel febbraio del 1994, hanno consentito di liberare le strutture del quadrilobato dai possenti crolli che ne ostacolavano in parte le murature. Sotto i crolli superficiali sono apparsi in gran numero (circa 160) i blocchi perfettamente lavorati di trachite appartenenti alle parti del monumento.
Storia delle ricerche
Il monumento comincia ad essere menzionato già nell'ottocento, prima dal gesuita VIttorio Angius e poi dal Fiorelli nel 1878.
Il monumento iniziò ad essere studiato nel 1940 e nuovamente nel 1988 dal professor Giovanni Lilliu, al quale si devono le prime descrizioni scientifiche e i primi rilievi planimetrici del monumento. Gli scavi sono proseguiti dal 1994 al 2000, ma data la grande vastità del monumento, buona parte rimane ancora interrata.
Come arrivare
Il complesso archeologico del nuraghe Nolza si trova a circa 8 km a sud del moderno abitato di Meana Sardo, abbarbicato sul rilievo più alto (Cuccuru Nolza) di un altopiano scistoso, Su Pranu. Si può raggiungere in auto dalla periferia di Meana, oppure con il trenino verde, che da Mandas porta a Sorgono, tramite un'apposita fermata a trecento metri dal monumento.
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