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Periodo Nuragico della Sardegna

L'importanza del passaggio dal periodo Prenuragico - Eneolitico al nuragico - Età del Bronzo, che costituisce un passo di fondamentale importante per la storia della sardegna, è sottolineata anche dal cambiamento terminologico che individuava le epoche prenuragiche con il termine cultura mentre nel periodo nuragico si inizia a parlare di civiltà.

La civiltà nuragica deriva il suo nome dal monumento più rappresentativo del periodo il "nuraghe".
Il nuraghe è una costruzione in pietra, generalmente di grandi dimensioni, di solito a torre al cui interno erano poste diverse camere coperte da un "tholos" (detta anche "falsa cupola").

E' presente in sardegna sia nella forma caratteristica a torre unica che nella versione complessa in cui la torre centrale è circondata da altre torri a contorno. Inoltre spesso attorno al nuraghe si sviluppavano dei villaggi di capanne, anch'esse di pietra.

Esistono, poi, altre forme di edifici nuragici quali: "protonuraghi" perché aventi forme differenti: a corridoio, i "templi a pozzo" e le "fonti sacre", le "tombe di giganti" i tempietti a "megaron".

La civiltà nuragica si basava prevalentemente su un'economia di tipo agro-pastorale anche se sono state trovate tracce di estrazione di risorse minerarie quali rame e piombo.

La civiltà nuragica, dal punto di vista sociale, era contrassegnata da una organizzazione fortemente gerarchizzata, a cui capo dovevano esserci i guerrieri, e i personaggi collegati alle attività cultuali, quali il culto delle acque che era esercitato nei templi a pozzo. Il periodo Nuragico si divide in sotto fasi che sono:



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