Nuraghe Saurecci a Guspini

Il nuraghe Saurecci o complesso nuragico di Saurecci (o Sa Urecci) è di tipo complesso, costruito ad un altezza di 175 metri su una collina guspinese, nella costa ovest della Sardegna. Il nuraghe è molto grande ed ha una posizione strategica dalla quale si può osservare tutto il territorio del Campidano, incluso il Monte Linas e gli altri siti nuragici della vicina Pabillonis: i nuraghi Fenu e Santu Sciori (San Lussorio).
Il nuraghe Saurecci è composta da quattro torri, quadrilobato, tre delle quali ed il muro perimetrale risultano essere parzialmente crollati.
Le mura di cinta romboidali, raggiungono un’altezza di circa 4 metri e sono costruite con grossi blocchi di roccia basaltica.
L’unica torre ancora oggi visitabile, ha un’apertura verso ovest e presenta al suo interno due nicchie e una fessura verso sud est.
Nel suo complesso la struttura risulta essere sommersa dalla vegetazione tanto da essere difficilmente visibile.

Storia degli scavi

Alberto Lamarmora fu tra i primi a disegnare la planimetria del nuraghe Saurecci di Guspini; all interno delle mura di cinta erano ancora visibili strutture in elevato; inoltre sono stati raccolti frammenti di ceramica nerastra, orli e anse di grandi vasi e teste di mazza in pietra di età nuragica. Grazie a questi ritrovamenti risalenti alla Cultura Monte Claro, e quindi dell Età del Rame si evidenzia che il sito sia atato abitato in età prenuragica.

Nuraghe Palmavera ad Alghero

Il nuraghe Palmavera, edificato tra il Golfo di Alghero e la Baia di Porto Conte, è di tipo complesso ed è stato costruito in più fasi a partire dall’Età del Bronzo Medio. La torre principale ha un’altezza di circa 8 metri e si unisce ad una torre secondaria grazie ad una muraglia che racchiude un cortile interno. L’ingresso alla torre porta ad un corridoio dal quale si accede alla camera principale a tholos. In un vano secondario è presente la scala con la quale si accede al piano superiore.
Nella zona che circonda il nuraghe sono presenti le tracce di numerose capanne del villaggio nuragico, tra cui una più ampia e con sedili dedicata alle riunioni comuni. All’interno di una di esse è stato ritrovato un modellino di nuraghe.
Il villaggio nuragico Palmavera fu utilizzato fino alla fine dell’VIII sec. a.C..

Come arrivare

 

Da Alghero prendere la SS 127 verso Porto Conte e percorrerla per 12 km. Il sito nuragico si troverà sulla destra.

Nuraghe Montesu o Tanca Manna di Tempio

Il nuraghe Tanca Manna o Montesu è situato nel territorio di Tempio, a nord della Sardegna. Questo nuraghe appartiene alla categoria dei protonuraghi: chiamati anche pseudonuraghi , nuraghi a corridoio edificati tra il 1700 e il 1500 a.C., nel periodo del Bronzo medio. La differenza dai nuraghi classici sta nell’aspetto più tozzo e soprattutto perché al loro interno non ospitano la grande camera circolare tipica del nuraghe, ma piccoli vani o corridoi.
Il nuraghe Tanca Manna sfrutta completamente la roccia naturale; è in cattivo stato di conservazione poiché gran parte di esso è crollato; rimane un grosso architrave che probabilmente segnala il punto in cui vi era l’accesso, e alcune pareti. E’ visibile anche un corridoio che conduce ad una piccola camera.

Come arrivare

Dal centro di Tempio, prendere la strada in direzione Oschiri e al km 4,4 parcheggiare l’auto sulla destra accanto ad un cancello che conduce in una proprietà privata. Procedendo a piedi per circa 200 metri, si arriva nei pressi di un caseggiato. Da qui, un breve sentiero verso ovest conduce al nuraghe.

Nuraghe San Pietro a Ussaramanna

Il nuraghe San Pietro, che prende il nome da una vecchia chiesa ormai scomparsa,  è situato a 165 metri sul livello del mare, sulla sommità di una collina nella periferia del paese di Ussaramanna.
E’ un nuraghe complesso costituito da una torre centrale,  da un bastione quadrilobato con cortine rettilinee ad unire le quattro torri pressochè equidistanti. La torre primitiva, o mastio, che raggiunge un’altezza di 7 metri, è costruita con grossi blocchi di arenaria: al suo interno vi è una camera circolare, la cui copertura è andata distrutta, con due nicchie a soffitto ogivale contrapposte; nel corridoio d’ingresso, lungo la massa muraria, vi era una scala anulare, parzialmente coperta, che si interrompe, dopo qualche gradino, con la quale si raggiungeva la sommità del nuraghe: di fronte al vano scala è presente una nicchia.
Diversi scavi hanno evidenziato, all’esterno del nuraghe, diversi ambienti rettangolari che probabilmente risalgono all’età romana.

Nuraghe Piscu a Suelli

Descrizione

Il nuraghe Piscu, datato tra il 1400 e il 1000 a.C. (tra il Bronzo Medio e Bronzo recente) è situato a Suelli su una collina della Trexenta; è un maestoso nuraghe di tipo complesso costruito con blocchi di marna calcarea lavorati, formato da una torre principale, un bastione con quattro torri agli angoli costruito in una fase successiva, protetto da un antemurale pentalobato.
Alla torre principale si accede da un ingresso con architrave, che porta al corridoio con due nicchie, che a sua volta introduce nella grande camera circolare. Si ipotizza che per arrivare sulla cima della torre si utilizzassero gli spalti esterni. Il bastione è particolare in quanto due delle torri sono contigue e di diversa dimensione, quasi a raffigurare un trilobato anziché un quadrilobato. Sul cortile, dal quale si accede attraverso un corridoio, sono presenti gli ingressi delle tre torri secondarie che danno accesso a camere circolari con nicchie e feritoie.
Attorno al nuraghe, un muretto basso di grossi massi abbraccia diverse torri e include un villaggio costituito da numerose capanne circolari e quadrangolari.

Storia degli scavi

Il nuraghe Piscu a Suelli fu scavato per la prima volta nel 1860 da privati cittadini. Tra il 1980 e il 1988 Vincenzo Santoni ne effettuò il consolidamento e lo studio.

Come arrivare

Uscire da Senorbì e prendere la SS 128 in direzione di Suelli. Dopo circa 2,7 km è visibile il nuraghe.

Nuraghe Su Nuraxi a Sisini

Descrizione

Il nuraghe Su Nuraxi di Sisini si trova nel territorio del comune di Senorbì a circa 200 m di altezza, e risale presumibilmente al periodo del Bronzo medio; è un nuraghe a tancato cioé l’evoluzione di quelli monotorre, in cui alla torre principale veniva aggiunto successivamente un altro edificio circolare, unito alla torre originaria con due cortine murarie che racchiudevano al loro interno un cortile, talvolta con un pozzo.
Nel caso del nuraghe Su Nuraxi di Sisine, a differenza degli altri a tancato, il mastio include la torre secondaria, mentre solitamente avviene il contrario. Altra peculiarità sta nel fatto che tutte le parti del monumento siano state costruite contemporanemente.
Il nuraghe di Sisini risulta parzialmente crollato e quindi è difficile accedervi: l
a torre principale è stata costruita con l’utilizzo di un concio sagomato ad angolo che favorisce l’incastro tra i due paramenti murari. L’ingresso al nuraghe non è visibile, ma nella maggior parte dei nuraghi a tancato l’ingresso al cortile avveniva da uno dei muri laterali, quello che risulta più spesso, e si ipotizza una apertura con architrave.

Storia delle ricerche

Il nuraghe Su Nuraxi di Sisini venne studiato per la prima volta intorno al 1940 da uno studente di Guasila, Silvestro Ghiani, che ne fece l’oggetto della sua tesi di laurea. Intorno agli anni ‘70 fu studiato da Vincenzo Santoni che, data la presenza di una tomba dei giganti nelle immediate vicinanze, ipotizzò che il nuraghe fosse parte di un insediamento civile insieme ad un villaggio di capanne e tombe megalitiche.

Ai piedi del Gennargentu: Nuraghe Ruinas

Il nuraghe Ruinas è situato nel territorio di Arzana, un paese in provincia di Nuoro: fa parte di un complesso nuragico che, oltre al nuraghe, conserva i resti di numerose capanne, circa 200, e di un pozzo sacro. E’ probabile che il sito nuragico venne abbandonato intorno al 1400 a causa di una epidemia di peste.
Il sito si trova a circa 1200 metri di altitudine, nelle pendici del monte Gennargentu, dove non mancano ricca vegetazione e fonti d’acqua: è uno dei complessi nuragici posti ad una maggiore altitudine. Il nuraghe è di tipo trilobato, formato cioé da un bastione triangolare e da tre torri agli angoli. Una delle torri è ancora visitabile insieme al cortile e alla scala che portava alla vetta del nuraghe.
Intorno al nuraghe vi sono anche le tracce di un edificio rettangolare molto ampio che si pensa potesse essere una capanna per le riunioni comuni. Inoltre, sempre in zona, sono presenti i resti di una tomba di giganti.

COME ARRIVARE

Da Arzana si prende la SS 389 in direzione Nuoro; si prosegue per 4 km in direzione Nuoro-Villagrande e al km 174,2 si imbocca sulla sinistra un ponte in granito. Si costeggia il lago Alto Flumendosa fino a un incrocio con un grosso masso in granito con la scritta “Gennargentu”. Si prosegue verso destra e dopo 5 km, superato un ponte,  si prende una strada asfaltata sulla sinistra. Si percorrono 10 km in salita su strada asfaltata e si arriva nei pressi del nuraghe.

Nuraghe Dovilineò a Orgosolo

Il nuraghe Dovilineò, situato nel territorio di Orgosolo, uno dei paesi nel cuore della Sardegna, è di tipo misto, costruito con grossi blocchi di granito, con una torre centrale che raggiunge i 12 metri di altezza, con corridoi circondata da tre torri secondarie. L’ingresso con architrave dà accesso al corridoio con un vano laterale nel quale è posizionato un pozzo profondo poco meno di 2 metri. Nella camera centrale vi è un altro corridoio dove è ubicata la scala elicoidale che porta al piano superiore.
Le altre tre torri sono parzialmente crollate e poco accessibili; intorno al nuraghe Dovilineò vi è traccia di numerose capanne, alcune delle quali hanno un diametro di oltre 10 metri.

Storia degli scavi
Nel 1984 la Soprintendenza per i Beni archeologici di Sassari e Nuoro ha effettuato diversi scavi e studi sul nuraghe e sull’area circostante.

Come arrivare
Da Orgosolo prendere la direzione per la caserma forestale di Montes; raggiunto il bivio per Pratobello, svoltare a destra e proseguire per circa 3 km. Il nuraghe Dovilineò si trova oltre un muretto a secco e non è visibile dalla strada.

Nuraghe Corvos a Florinas

Il nuraghe Corvos a Florinas, datato nella prima età del Ferro, è tra i pochi ad essere stato restaurato in antichità: è di tipo complesso, composto da una torre principale, di pianta circolare e raggiunge circa 8 metri d’altezza, e da un bastione con due torri secondarie, oggi appena visibili sul terreno.
La torre principale, costruita con grossi blocchi di calcare è stata restaurata con conci di trachite scura ben lavorati: l’ingresso con architrave introduce in un andito che dà accesso alla scala, oggi parzialmente crollata, che conduceva al piano superiore in cui è presente una camera.
Nel vano a tholos del piano terra sono presenti tre nicchie disposte a croce.

Storia degli scavi

Nel nuraghe Corvos sono in corso tutt’ora lavori di scavo e consolidamento ad opera della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Sassari e Nuoro.

Come arrivare

Dalla SS 131 all’altezza di Sassari in direzione Oristano-Cagliari, al bivio di Florinas si svolta a sinistra, SP 3, sino a raggiungere e attraversare il paese. Si prosegue verso Cargeghe e, dopo la Chiesa di Sant’Antonio, si svolta a sinistra e si prosegue per alcuni km. Il nuraghe sarà visibile dalla strada.

Nuraghe Bruncu Madugui a Gesturi

Il nuraghe di Bruncu Madugui, a Gesturi, è uno degli esemplari di protonuraghi o nuraghi a corridoio giunti fino a noi; è situato al confine tra le regioni della Marmilla, del Sarcidano e dell’Arborea, nell’altopiano della Giara.
È una costruzione ciclopica formata da blocchi irregolari di basalto: l’ingresso immette su una scala con una nicchia, che si prolunga poi in un andito dal quale si accede a due camere curvilinee. Sulla sinistra del corridoio è presente un vano dove probabilmente vi era la scala che conduceva al terrazzo.
Il nuraghe viene oggi datato all’età del Bronzo medio; intorno al monumento è presente un villaggio di capanne distribuite in isolati, con cortili centrali comuni: al loro interno i vani hanno forma circolare e vi sono focolari, nicchie, sedili e ripiani alle pareti.

Storia degli scavi

Il nuraghe e una parte del villaggio furono scavati nel 1962 da Giovanni Lilliu. Le indagini del villaggio proseguirono nel 1980 ad opera di Gabriella Puddu e successivamente ad opera di Alessandro Usai.

Come arrivare

Dal centro del paese di Gesturi, sulla sinistra, segnalata da cartelli, inizia la strada per la Giara. Si procede per km 4,2 fino a raggiungere il parcheggio situato alla sommità della Giara, dove si trova anche l’attuale ingresso al parco: il nuraghe è sulla sinistra e dista circa 4 km da percorrere su una stradina a piedi o in macchina.