Il santuario nuragico Su Romanzesu a Bitti

Nel Nuorese è presente il villaggio nuragico di Su Romanzesu (XIII-IX sec. a.C.), nome dato per il ritrovamento di numerose testimonianze del passaggio dei Romani tra il II e il III secolo d.C., situato nel territorio di Bitti.
E’ uno dei più importanti complessi nuragici della Sardegna con un centinaio di capanne, cinque edifici di culto, un tempio a pozzo costruito nella roccia e dal quale sgorga acqua sorgiva, e quattro templi a megaron costruiti in granito locale.
Un corridoio a gradoni e alcuni menhir, collegano il pozzo con una grande vasca circolare gradonata forse destinata alle purificazioni.
Poco distanti dal pozzo vi sono i 4 templi a megaron, alcuni con sedili e  banconi per offerte (sono stati ritrovati un migliaio di ciottoli di quarzo che confermerebbero la funzione rituale del sito).
Tra le capanne circolari del villaggio,  ve ne sono alcune più ampie con banconi e sedili, nicchie e suddivisioni interne, che ricordano le capanne delle riunioni di altri villaggi nuragici dell’isola. Le ceramiche restituite dalle capanne testimoniano un primitivo impianto dell’abitato nelle fasi evolute del Bronzo medio.

Storia delle ricerche

I primi scavi nel sito furono effettuati dal Taramelli nel 1919 che scoprì il pozzo sacro. A partire dagli anni ’80 del Novecento ripresero le indagini sistematiche ad opera di Maria Ausilia Fadda.

Come arrivare

Dalla SS 131 in direzione Nuoro, si arriva a Bitti. Si entra dentro il paese e si prosegue per Buddusò fino al km 54,200, si svolta a sinistra e si seguono le indicazioni per l’area archeologica.