Periodo Nuragico della Sardegna

L’importanza del passaggio dal periodo Prenuragico – Eneolitico al Nuragico – Età del Bronzo, di fondamentale importanza per la storia della Sardegna, è sottolineata anche dal cambiamento terminologico che individuava le epoche prenuragiche con il termine cultura, mentre nel periodo nuragico si inizia a parlare di civiltà.

La civiltà nuragica prende il suo nome dal monumento più rappresentativo di questo periodo: il nuraghe, costruzione in pietra, generalmente di grandi dimensioni, di solito a torre al cui interno erano poste diverse camere coperte da un “tholos” (detta anche “falsa cupola”).

E’ presente in Sardegna sia nella forma caratteristica a torre unica che nella versione complessa in cui la torre centrale è circondata da altre torri a contorno. Inoltre spesso attorno al nuraghe si sviluppavano dei villaggi di capanne, anch’esse di pietra.

Esistono, poi, altre forme di edifici nuragici quali: “protonuraghi” perché aventi forme differenti: a corridoio, i “templi a pozzo” e le “fonti sacre”, le “tombe dei giganti”, i tempietti a “megaron”.

La civiltà nuragica si basava prevalentemente su un’economia di tipo agro-pastorale anche se sono state trovate tracce di estrazione di risorse minerarie quali rame e piombo.

La civiltà nuragica, dal punto di vista sociale, era contrassegnata da una organizzazione fortemente gerarchizzata, a cui capo dovevano esserci i guerrieri, e i personaggi collegati ai diversi culti, quali il culto delle acque che era esercitato nei templi a pozzo. Il periodo Nuragico si divide in sotto fasi, cioé:

  • Bronzo antico dal 1800 a.C. al 1600 a.C.
  • Bronzo medio dal 1600 a.C. al 1300 a.C.
  • Bronzo recente e finale dal 1300 a.C. al 900 a.C.
  • Prima età del ferro dal 900 a.C. al 500 a.C.