Eneolitico in Sardegna

L’Eneolitico,  che va dal 2800 al 1800 a.C, deriva dal latino aeneus = bronzo, e dal greco lithos = pietra, e identifica il periodo a cui risalgono i primi manufatti in bronzo arsenicale, e viene definito come Età del primo Bronzo e della Pietra.

Il periodo Eneolitico si divide in:

  • Eneolitico iniziale (dal 2800 al 2600 a.C.): caratterizzato dalla capacità di estrarre e trasformare i metalli, soprattutto il rame, il piombo e l’argento.
  • Eneolitico medio (dal 2600 al 2400 a.C.): sono di queso periodo le statuette della dea madre a forma a traforo. A questo periodo si attribuisce anche la costruzione dell’altare di Monte d’Accoddi in provincia di Sassari.
  • Eneolitico recente (dal 2400 al 2100 a.C.): è di questo periodo la cultura di Monte Claro, nome del Colle di Cagliari dove furono ritrovate alcune tombe con manufatti di ceramica. In questo periodo si sviluppano i primi villaggi.
  • Eneolitico finale (dal 2100 al 1800 a.C.): fase caratterizzata dalla cultura del Vaso Campaniforme, nome derivato dalla forma dei bicchieri a campana rovesciata, preziosamente decorati, che furono rinvenuti oltre che in Sardegna, in Sicilia, in parte dell’Italia settentrionale, e in diverse parti d’Europa tra cui Francia, Spagna, Germania, Inghilterra, Scozia e Irlanda. Ciò rende evidente che queste nuove tecniche provenissero da metallurghi itineranti, capaci di interagire pacificamente con le popolazioni locali con cui entravano in contatto senza però perdere la propria identità culturale.